7 maggio. Fiera in Cavallerizza

FIERA DELLLE AUTOPRODUZIONI in CAVALLERIZZA REALE
MERCATO CONTADINO E ARTIGIANALE

Siete TUTT* invitati Domenica 07 MAGGIO alla Fiera delle Autoproduzioni in Cavallerizza di via Verdi 9, Torino.

Per info e/o partecipazione potete inviare una mail a autoproduzioni@cavallerizzareale.org

Come ogni prima domenica del mese troverete nel nostro mercato prodotti genuini, coltivati e creati con eticità e amore.
Frutta e verdura di stagione, formaggi, conserve e tanti altri prodotti da degustare tra le bancarelle dei nostri contadini.

Non solo cibo, ma anche prodotti artigianali interamente fatti a mano!

PROGRAMMA:

Ore 11.00
Inizio del mercato
Ore 15.00
Laboratorio Macramè a cura di Noemi
Ore 16.00
Proiezione documentario “ZAD –
Zone a defendre” de Notre Dame des Landes’ (Francia)
Ore 17.00
Merenda Sinoira – BENEFIT fiera delle autoproduzioni

Durante tutto l’arco della giornata sarà presente CIBO DI STRADA con i prodotti dei CONTADINI.

cavallerizza7maggio.jpg
Il mercato è aperto a tutti/e e non sono previsti costi economici di nessun tipo se non la partecipazione in prima persona alla sua realizzazione ed organizzazione.
Si tratta, infatti, di un mercato autogestito realizzato su base assembleare, in maniera orizzontale, in cui vengono prese le decisioni ed in cui viene deciso chi può o meno parteciparvi in base a valori e principi scelti insieme.

Nelle ultime assemblee ci siamo dati i seguenti principi:
1) Organizzazione assembleare
2) Auto-produzione: si possono portare solo prodotti AUTO-prodotti sia per quanto riguarda i prodotti contadini (freschi o trasformati), sia per i prodotti artigianali. Non è prevista la rivendita di nessun tipo, a partire dalle cineserie alla frutta del vicino di casa.
3) Garanzia Partecipata: si tratta di un sistema di autocertificazione che in contrapposizione alle certificazioni istituzionali prevede una stretta collaborazione e valutazione tra produttori e consumatori sui propri prodotti. Essa consiste in visite dirette in cascina o sui posti di produzione in cui gli uni valutano e consigliano i processi migliori da intraprendere agli altri, avendo così un riscontro diretto della qualità e dell’eticità del prodotto.
4) No sfruttamento ambiente e lavoro: ogni processo di lavorazione dev’essere quello più ecologico possibile, o con minore impatto ambientale, non deve in nessun modo prevedere lo sfruttamento lavorativo ma anzi convertire il lavoro in un momento condiviso e di realizzazione di se stessi.

Chi pensa di rientrare nei nostri principi e di intraprendere un percorso comune e condiviso insieme agli altri può senza nessun problema presentarsi alle nostre fiere.

Chi vuole partecipare deve portarsi:
tavolo, sedie e prolunghe per allacciarsi alla corrente elettrica.

La corrente si può usare SOLO per l’illuminazione, pertanto chi vuole fare cibo di strada e/o scaldare bevande deve usare il gas. Inoltre, si possono portare anche gazebo. Sulle misure di tavoli e gazebo cerchiamo di non allargarci troppo per permettere a tutti di poter trovare il proprio spazio.

4 marzo. Cavallerizza “chiamata per cuochi ribelli”

Solitarie monoporzioni.
Pomodori che non sanno di pomodoro e frutta tutta uguale.
Grandi catene, enormi sprechi.
Sfruttamento del lavoro, distruzione della terra.
Decine di intermediari, prezzi folli e quasi niente pagato ai produttori.

Non è questo il mondo che vogliamo!

La Zappata è una Cucina Autogestita fuori dalle logiche del capitale: sarà il mezzo per sperimentare insieme nuovi modi di produrre e consumare, economie solidali e di relazione, sarà uno spazio dove far “lievitare” comunità orizzontali.

Ci vediamo il 4 Marzo alle 18 per parlare di rivoluzione… e di come gestire e intendere la cucina.
Siamo pronti ad accogliere chiunque voglia dare il proprio contributo. Soprattutto in vista della seconda edizione di “HERE” che necessita delle energie di tutt* e per il quale si sta iniziando a pensare ad un progetto da proporre come gruppo in cui valorizzare socialita, arte e lotta contadina.

Appuntamento sotto i portici della Cavallerizza.

cuochi-ribelli

4/2. Cibo del vento – Teatro contadino libertario

Cibo del Vento di e con Teatro Contadino Libertario (Italia) e Collectif Libertalia (Belgio) – PRIMA TAPPA DELLA TOURNEE IN ITALIA

presso la Cavallerizza Reale, via Verdi 9 – Torino ore 21.00

« Cibo del vento »
Liberamente adattato dalla « Lettera ai contadini sulla povertà e la pace » di Jean Giono
Prodotto e messo in scena dal Teatro Contadino Libertario (Italia) e dal Collectif Libertalia (Belgio)

Una fiaba contadina contemporanea, come un inno alla vita, dove l’onirico e il reale si confrontano per scuotere le coscienze addormentate di fronte agli ingranaggi di un sistema sempre più disumanizzante.

Lo spettacolo « Cibo del vento » è nato dall’incontro fra il Teatro Contadino Libertario e il Collectif Libertalia intorno al testo di Jean Giono : « Lettera ai contadini sulla povertà e la pace ». Il miscuglio tra Italia e Belgio, l’incontro fra campagna e città ha generato un terriccio comune, umano e fertile. Nonostante la distanza e le realtà di vita diverse, dei legami si sono tessuti e una tela di fondo si è creata. Ogni uno di noi si è commosso nella propria singolarità dalla profondità del testo di Giono e la voglia di condividerne il contenuto, l’essenza, è diventata evidente.

Sinossi:
L’amore per la natura e gli uomini ha portato Mario Pala, becchino tenero e bucolico, a trasformare il suo cimitero in un bellissimo frutteto pieno di alberi da frutta. Piantato albicocchi e ciliegi proprio dove sono seppelliti gli innumerevoli contadini che la guerra gli ha mandati, Mario Pala vuole ridare loro la parola.
Ma una certa Giustizia veglia e gli chiede spiegazioni : « Quello che fa è illegale ! »
Davanti al Giudice, Mario Pala comincia a raccontare alcune delle gioie e delle rabbie, cosi attuali delle anime di quei contadini diventati meli e peri che gliele sussurrano all’orecchio
Fra saperi antichi e moderni, non c’è posto né per la nostalgia né per i rimpianti. Qui tutto è affare di trasmissione, amore della natura e piacere nella misura.

****
Le due compagnie sorelle che usano da tempo il teatro come mezzo d’espressione e di cambiamento non hanno aspettato a lungo per buttarsi nell’avventura artistica.
Il lavoro di creazione collettiva si è basato su estratti del testo, esperienze vissute, discussioni, scambi, riflessioni, intorno alle tematiche presenti nel testo di Giono. L’alchimia
dei corpi, la fiducia e l’ascolto di ogni uno, conditi dalla messa in scena di Patrick Duquesne ha fatto il resto…
« Cibo del vento » è il frutto di un lavoro che spacca le frontiere e riavviccina le persone, ri-dando senso a ognuno dei nostri gesti quotidiani mentre non smette mai di rimettere in discussione la nostra condizione umana. Sussurando alle nostre orecchie le nostre pulsazioni interne, rivelando la linfa degli alberi che scorre nelle nostre vene.
« Lettera sulla povertà e la pace » di Jean Giono
Impegnandosi per la pace, Jean Giono denuncia le cause profonde della guerra che sono fra altre, economiche. La moneta non essendo una semplice convenzione di scambio ma un mezzo di governare, è in lei che si radica la dismisura ed il cinismo della speculazione che introduce il denaro tra il contadino e le cose che lavora (la terra ed i suoi frutti). Quindi, questo testo è un elogio della povertà ed un riassetto delle vere ricchezze, legate alla libertà che suppone la rinuncia al denaro.
I meccanismi dell’indebitamento e dell’espropriazione culturale, non solo dei contadini ma di tutti gli uomini, sono associati ai ” tempi presenti” del mondo moderno: specializzazione dei lavori, sostituzione della gioia di vivere per la volgarità del gioco e del guadagno, smembramento di tutto quel che rendeva gli uomini autonomi.
Giono critica il cosi detto progresso, dimostrando per chi e come questo progresso costituisce une vera regressione.
Giono esalta l’indipendenza minacciata del contadino che sta sparendo a favore dell’ operaio specializzato dipendente e quindi schiavo del denaro. Di fronte alla meccanica della guerra moderna, il proprio pacifismo spinge Giono a proporre una rivoluzione individuale che sembra iniziare con la diserzione. Minare la potenza dell’oppressione suppone il rifiuto di parteciparvi/ « L’intelligenza è di ritirarsi del male e tornare a una certa misura : la pace è la qualità degli uomini misurati »
Messa in scena :
Patrick Duquesne
Interpreti :
Corinne Aron
Pauline Brouyaux
Robin Carton
Davide Cecconi
Julie De Cocq
Carine Dubois
Marine Haelterman
Giovanni Pandolfini
Céline Spicy
Emiliano Terreni
Fernando Zamora
Durata :
55 minutes

17/7. Universo Terra e Libertà alla Cavallerizza di Torino

DOMENICA 17 LUGLIO, all’interno della SETTIMANA DELL’ECOLOGIA (vedi l’intero programma) alla Cavallerizza a Torino,

una giornata di incontro, scambio e mercato CONTADINO
h.10.30 Lotta Contadina e Cucine Popolari Autogestite
Tavolo di confronto con Mondeggi Fattoria Senza Padroni e Eat The Reach, rete di cucine autogestite
h.13 Pranzo Bellavita – porta quello che vorresti trovare
h.15 Mercato Genuino e Clandestino
a cura di GermogliaTo e Genuino Valsusino
h.15-16.30 Laboratorio “autoproduzione di conserve vegetali” *
h.15-16.30 Laboratorio “autoproduzione del formaggio” *
h.15-18 Laboratorio “la filiera del grano: dalle spighe al pane a lievitazione naturale, cotto nel forno solare.” sarà inoltre possibile imparare a fare la pasta fresca *
h.18.30 Presentazione dei progetti delle Cucine Popolari
di e con Mondeggi Fattoria Senza Padroni, Eat the reach e Cavallerizza Irreale
h.19.00 Apericena
degli (auto)produttori delle reti di Genuino Clandestino
h. 19.00 Clocharde
Cover Band Blues Brit Pop *
h.22.00 Famiglia Cronopios,
Polifonie vocali, sonorità lusofone, ritmi di samba e candomblè

*Gli eventi contrassegnati con l’asterisco sono a offerta libera

Maggiori info sul resto della settimana: evento fb