AMIAMO LA BIODIVERSITÀ DELLE AUTORGANIZZAZIONI POPOLARI

Riceviamo e pubblichiamo questo comunicato in solidarietà alle realtà bolognesi colpite dalla mano pesante della repressione. Pubblichiamo perchè condividiamo e siamo vicini a chi prativa l’autogestione delle terre, degli spazi, della quotidianità.

I/le contadini/e biologiche/i hanno naturalmente una passione per gli ecosistemi e la biodiversità.

E’ l’intero bosco e le infinite relazioni tra la miriade di organismi che lo popolano l’oggetto del nostro amore e non solo il singolo albero, per quanto maestoso e bellissimo possa manifestarsi. L’idea del super-organismo, della rete degli ecosistemi come espressione meravigliosa della vita sulla terra, da rispettare e accudire, è una delle concezioni più avanzate del nostro bagaglio culturale.

Questo nostro modo di pensare si riflette anche nel nostro modo di essere e nella nostra visione del mondo e in tante considerazioni politiche che facciamo.

CampiAperti è una realtà fatta di teste molto diverse l’una dall’altra. Malgrado questa disomogeneità abbiamo trovato il modo e l’equilibrio necessari per procedere compatti insieme e per costruire una comunità importante intorno al tema dell’autodeterminazione alimentare.

Per cui proponiamo qualche pensiero in questa direzione, quando finalmente un vento favorevole sembra aver iniziato a spazzare un poco della cappa asfittica che gravava, e tuttora grava, sugli spazi sociali bolognesi.

Il percorso di Crash negli ultimi anni visto da noi, dall’esterno, è stato estremamente interessante. L’aver fiancheggiato la lotta dei facchini ha rappresentato la rottura dell’omertà rispetto alle condizioni insostenibili di nuove categorie di sfruttati. L’aver promosso una realtà come Social Log ha permesso a centinaia e centinaia di persone di risolvere, seppur temporaneamente il drammatico problema della casa, e di creare una comunità pensante, resistente e combattiva sulla fondamentale questione del diritto dell’abitare.

Le battaglie di Crash e Social Log, sono battaglie che consideriamo anche nostre perché, pur occupandoci dell’universo della produzione agricola, abbiamo delle idee sulla questione casa: siamo convinti che tutti abbiamo diritto a un tetto sotto cui vivere. Le battaglie di Crash e Social Log ribadiscono, in maniera cristallina, questo sacrosanto diritto.

Sono ormai 15 anni che stiamo dentro XM24 e possiamo dire che conosciamo abbastanza bene questo spazio: la sperimentazione libera di libere forme di aggregazione è il motivo per cui amiamo quello spazio e lo consideriamo fondamentale per la città. La ciclofficina, la palestra popolare, la scuola migranti, l’hacklab… il mercato contadino sono idee e attività nate e cresciute nel fermento culturale di XM24 e successivamente riprese in molti altri contesti. Per cui dobbiamo essere grati a XM per aver accolto e promosso, con grande lungimiranza e generosità, questa miriade di laboratori sociali.

Abbiamo sempre guardato alla esperienza di Atlantide come estremamente interessante anche se non abbiamo avuto il tempo e l’opportunità di sviluppare assieme qualche bel progetto. Interessante perché anche e soprattutto tra loro sventola alta la bandiera per la difesa delle diversità.

Quando abbiamo iniziato a collaborare con Labas siamo rimasti da subito colpiti dalla grande tensione del collettivo rispetto all’apertura e alla ricerca di consenso dentro il quartiere. Questa tensione si è tradotta in una serie di azioni concrete che hanno prodotto un formidabile riconoscimento.

Ora, dopo l’insensato sgombero, il collettivo di Labas raccoglie meritatamente i frutti abbondanti di questo intelligente lavoro.

Tante realtà, tanti modi di fare politica, tanti punti di vista e tanti stili. Tutti importanti, nessuno più dell’altro perché tutti sono esperimenti, tentativi di trovare la strada che possa prefigurare un cambiamento sociale profondo. Questa è la tensione che ci accomuna tutte/i.

Ma nessuno, questo è chiaro a tutte/i, ha trovato questa strada in questo drammatico momento storico.

Quindi, nel cancan che è nato dopo gli sgomberi di Crash e Labas, ci sentiamo di fare un’esortazione a tutto il movimento bolognese: alziamo la posta e muoviamoci per riaprire tutti gli spazi sgomberati, difendere tutte le realtà che ancora resistono e rilanciare l’obiettivo di moltiplicare le esperienze di autorganizzazione popolare dentro e fuori le città.

Impariamo a riconoscere nella diversità una ricchezza e non un occasione di distinguo e di conflitto interno. Impariamo a gestire questa ricchezza.

Ora che i/le compagni/e di Labas hanno addosso i riflettori ci piacerebbe molto sentirli parlare dello sgombero di Crash, di Atlantide, e di tutti gli sgomberi abitativi dell’ultimo periodo. Ci piacerebbe che parlassero di XM24 nell’incontro previsto col sindaco. Pensiamo che Labas non desideri veramente “quattro mura per se in un deserto”.

Ci piacerebbe molto che tutti gli/le attivisti/e degli spazi autogestiti di Bologna sostengano ora la causa di Labas e di Crash, non solo delle esperienze a loro più affini ma anche di quelle meno affini.

Ci piacerebbe infine iniziare a portare avanti istanze unitarie non perché siamo uguali ma perché riconosciamo il valore della diversità contro l’omologazione imposta dal potere globale.

Se nei prossimi mesi faremo dei passi avanti non sarà perché avremo ottenuto uno spazio in più ma perché saremo riusciti/e ad affermare in ambiti sempre più ampi la necessità di luoghi e sistemi autogestiti.

Rifiutiamo le distinzioni che lor signori ci propongono negli editoriali dei giornali di merda.

Difendiamo il Bosco, non il singolo albero.

Autogestione! Resistenza!

CampiAperti

27/8. Fiera delle autoproduzioni e Dado vegetale collettivo

Torna il consueto appuntamento con la Fiera delle Autoproduzioni
DOMENICA 27 AGOSTO
ad Avigliana, presso lo Spazio Sociale Visrabbia

La fiera inizierà alle ore 14,00

dalle 15 alle 18 si svolgerà il LABORATORIO DI AUTOPRODUZIONE DEL DADO VEGETALE, a cura de LA RIVOLUZIONE VIEN MANGIANDO [per i dettagli guarda più in basso]

Alle 16,00 diamo spazio alla creatività dei bimbi, con un’attività di disegno collettivo

Alle 18, 30 ci meriteremo una merenda sinoira musicale, gustando il cibo da strada preparato dai produttori con prodotti genuini valsusini!

 

Fiera-delle-autoproduzioni-27-8-2017.jpg

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INFORMAZIONI PER PARTECIPARE AL
LABORATORIO DI AUTOPRODUZIONE DEL DADO VEGETALE

Cos’è: uno spazio per preparare insieme il DADO VEGETALE,
per una cucina sana, economica ed a basso impatto ambientale

Perchè: è un’azione concreta per costruire un futuro più umano e non avere più bisogno dell’industria alimentare che
propina cibi-veleno come il dado da cucina

Quando: DOMENICA 27 agosto 2017, ore 15.00

Dove: SPAZIO SOCIALE VISRABBIA AVIGLIANA, via Galiniè 40

Ingredienti da portare già mondati: 1 kg di cipolle, 7 hg di carote, 8 hg di sedano, 2 hg di aglio, 2 hg di prezzemolo, 1 hg di rosmarino,1 hg di basilico, 1 kg di sale fino marino integrale

Cosa portare: prodotti freschi, sani e se prodotti in zona è meglio, barattoli di vetro non tanto grandi (15 da 200 gr), coltello, cucchiaio, 1 tagliere, 1 mezzaluna, 1 colapasta, 1 mixer, una terrina grande e una piccola, qualche bottiglietta per raccogliere il brodo, Allegria, Consapevolezza e Voglia di fare insieme

Con le dosi riportate si ottengono circa 3 kg di prodotto.

Se non vogliamo né tav né tir, iniziamo noi per primi a modificare le nostre abitudini, liberiamoci dall’ “addestramento al consumismo” e sganciamoci da un’industria alimentare che propina cibi-veleno, irrispettosa della salute e nella sola ottica del profitto. Il sistema culturale dominante propone/impone una cucina veloce ma povera (di nutrimento e non di costi!) come se mangiare fosse, rispetto alla vita, una necessità secondaria.
Riprendiamoci la vita la terra la luna e l’abbondanza, Lolli aveva ragione….
Info: Pat 3394175618 larivoluzionevienmangiando@yahoo.it

 

Festival: storie di giovani e terra vissute col cuore

La terra darà sempre la sussistenza. Alberto Perino “la determinazione è un altro valore che portiamo con orgoglio, la stessa che abbiamo visto in tutti quelli che sono arrivati a Venaus, anche solo per un giorno”.

La terra come principio. La coltivazione come sussistenza. Quando tutto va male diventa il rifugio, e l’omologazione se ne è accorta ed anche li, in , mette le sue lunghe mani di piovra. In Valsusa combatte il Genuino Valsusino come Comunità di produttori, artigiani e consum-Attori. Al Festival Alta Felicità e tramite lo scritto di Franco Trivero ci si accorge di essere molto più vicini. Lo dice anche Alberto Perino dal palco della quattro giorni di comunità: “la determinazione è un altro valore che portiamo con orgoglio”. A voi la splendida lettura.

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di Franco Trivero

Il Festival dell’Alta Felicità si è concluso. Quattro giorni densi di iniziative che spaziavano dalle gite in Clarea per visitare il cantiere e far comprendere la devastazione del territorio, agli approfondimenti con i tecnici per far capire quanto sia inutile e costosa quest’opera ed infine gli appuntamenti musicali. Le cronache raccontano, con un plebiscito di commenti, il successo di questa seconda edizione.
Un successo di partecipazione che ha coinvolto giovani e meno giovani, ma quello che è emerso in questo meraviglioso e partecipato festival che lo rende unico, è la “CONVIVIALITÀ”.
“Ritrovare la Felicità partendo dalla Convivialità ”
Un pensiero che riassume i valori, i sentimenti che, naturalmente sono il cammino di una comunità che ha deciso di rompere con le convenzioni e con l’omologazione del pensiero unico: quello del sistema che aliena la persona, l’individuo  e lo rende merce per un sistema globalizzato tutelato da una forma di “Democrazia autoritaria” che accetta solo coloro che si uniformano allo stesso modo di pensare, gli “altri” sono esclusi.
Ho avuto modo di parlare con ragazzi di mezza Italia, mi hanno colpito le loro storie… Valerio che ha dedicato 11 anni della sua vita per realizzare il suo sogno di piccolo agricoltore, vicino Roma, affittando alcuni appezzamenti di terreno a uso agricolo. Lavorando la terra quotidianamente, raccogliendo i frutti del proprio lavoro con sacrificio e orgoglio. Trascorsi 11 anni la terra diventa preziosa x speculazioni edilizie e viene sottratta da imprenditori spavaldi che sanno di poter contare su una politica connivente e su leggi che non tutelano il lavoro agricolo.
Oppure quella di Massimo (il pecoraro), si percepiva l’orgoglio  in quella sua affermazione di identità contadina, che con le sue pecore produce un pecorino d’eccellenza e che combatte con speculatori e leggi europee, quelle degli alpeggi, che danneggiano il piccolo allevatore che non ha risorse per pagare canoni di locazione troppo elevati ai Comuni.
Questi ragazzi hanno imparato a conservare con cura i terreni, coltivarli, cercare le fonti per l’irrigazione. Hanno imparato ad assumersi la gestione delle proprie esistenze e non aspettare che qualche governo o qualche associazione si occupi di loro. I loro propositi di credere e lavorare affinché le priorità vengano date ai circuiti brevi di distribuzione, alla rilocalizzazione delle attività produttive e soprattutto al ripristino di un’agricoltura contadina.
Una produzione locale  (entro un raggio di cento km.) stagionale, fresca,tradizionale, agro-ecologica può rimpiazzare ottimamente l’offerta essenzialmente commerciale della grande distribuzione, troppo spesso poco scrupolosa verso i piccoli produttori.
La FAO ha finito per riconoscere il ruolo determinante dell’agricoltura contadina e familiare nel ristabilire la sovranità alimentare, questo diritto fondamentale di tutti i popoli davanti ad un mercato globalizzato e predatore. Mentre l’ONU continua ad auspicare uno sviluppo che sia sostenibile, le emissioni di gas serra, lo sconvolgimento climatico  (ormai un dato di fatto), le manipolazioni biologiche, le varie forme di inquinamento, lo sfruttamento delle risorse naturali, la siccità, l’insicurezza sociale, la precarietà e le disuguaglianze hanno assunto un’ ampiezza senza precedenti.
La consapevolezza, da parte dei Governi di tutto ciò non ha fermato l’approvazione del Ceta da parte del Parlamento europeo. Via libera agli OGM, alle carni trattate con ormoni e cloro, uso intenso di pesticidi da anni vietati in Italia e in più, dopo l’approvazione del CETA spariranno l’80% delle nostre 280 DOP per lasciare spazio a prodotti importati con caratteristiche inferiori agli standard qualitativi validi fino a ieri in tutta Europa…Abbiamo perso ahimè una battaglia, ma non la guerra…
Riporto una frase di Alberto Perino che cita come “la determinazione è un altro valore che portiamo con orgoglio, la stessa che abbiamo visto in tutti quelli che sono arrivati a Venaus, anche solo per un giorno”. E il sottoscritto parlando con questi ragazzi ha avuto la percezione che abbiano cercato e trovato il modo per non precipitare verso l’abisso di un mondo senza principi. Un mondo in cui tutto ha un prezzo, ma più niente un valore.
F.T. Cittadino NO TAV di Oulx  (4.8.17)