Genuino Clandestino a Mondeggi 27-28-29 aprile

Venerdì:
10.00 – 12.00  accoglienza
12.30 – 14.30  pranzo condiviso alleggeriamo la cucina portiamoci qualcosa dai nostri territori
16.00 – 20.00  plenaria (presto manderemo notizie più dettagliate oltre al domandone )
20.00 – 21.00   cena
21.00 – se vogliamo ancora plenaria o altrimenti chiacchere e convivialità .

Sabato:
8.30 – 12.30   tavoli di lavoro (anche qua arriveranno notizie dettagliate in seguito)
12.30 – 14.00   pranzo
14.00 – 17-00   punta generale per decidere il luogo del prossimo nazionale .
17.30 –   corteo e fiaccolata con interventi musica in piazza finchè ce n’è

Domenica:
dalle 10.00   mercato in Piazza Tasso

Per facilitare e ottimizzare l’organizzazione in vista della 3 giorni di GC nazionale a Mondeggi vi chiediamo urgentemente due cose:

– le ADESIONI al mercato della domenica in Piazza Tasso, dalle 10 (con ritrovo alle 9) fino alle 17. Un anno fa a bologna circa il 30% dei banchi non si sono presentati,senza alcun avviso. Vi preghiamo di considerare che l’organizzazione dipendera’ molto dall’affidabilità delle vostre adesioni. Inoltre per partecipare al mercato è necessario far parte di una rete territoriale aderente a GC e inviare le adesioni attraverso un referente di ogni rete. Le singole adesioni non le possiamo prendere in considerazione in quanto non siamo in grado di poter valutare la coerenza pratica e politica con i nostri principi di persone che non conosciamo e che si presentano solo in occasione del mercato. Comunicatele a crclaronze@autistici.org

– OSPITALITA’ per le notti di venerdì 27 e sabato 28: c’è spazio in cameroni/dormitori a mondeggi  per ospiti muniti di sacchi a pelo e materassino. Per tutti è disponibile un’area tende e camper sconfinata. Ogni singolo comunichi la presenza a crclaronze@autistici.org

Il tutto entro l’8 APRILE!! 😉 grazie mille a tutti/e

manifesrSTAMPAcompress.jpg
Annunci

Aggiornamenti dopo l’inverno…

 

Ciao a tutti,
è primavera, anche se non sembra, e come ogni anno, ogni nuova stagione, porterà novità. Eccovi le nostre.

Dopo i mercati dell’ultima domenica del mese dello scorso anno, abbiamo deciso di trascorrere un inverno di riflessione sulle mosse e direzioni future che Genuino Valsusino vuole intraprendere. Nella riflessione sono emerse diverse domande e problematiche su altrettanti argomenti, e abbiamo quindi deciso di:
– fare visite/controlli aziendali tra i nostri produttori per certificare realmente con la partecipazione i processi e le modalità di produzione dei prodotti.
– migliorare i disciplinari di produzione così che i nuovi arrivi di produttori ed artigiani, ma anche chi fa già parte di GV, abbiano una linea guida più chiara da seguire, al fine di tutelare anche il consumatore/utilizzatore.
– allargare la visibilità di genuino valsusino con mercati settimanali nei paesi e nelle borgate della nostra valle (seguiranno aggiornamenti).

Quest’inverno però, lo Spazio Sociale VisRabbia ha subito un atto vandalico a mezzo di un incendio che ha distrutto la struttura a cui ci appoggiavamo per fare i mercati. Questo comporta molti problemi logistici che, con le forze attualmente a disposizione di GV, non riusciremo a sopperire per poter organizzare un mercatino al VisRabbia con le modalità che avete conosciuto (pranzo/cena a buffet, laboratori, musica dal vivo, i servizi ecc).
Per il momento quindi non riprenderanno i mercati di fine mese al VisRabbia.

A metà – fine maggio alcuni nostri produttori inizieranno però a mettere in piedi un mercato a cadenza settimanale in un comune della valle, da cui potrebbero nascere nuove occasioni e stimoli.

Continuate a seguirci, presto arriveranno le novità sul mercato settimanale in valle.😉

4 febbraio. Una babele di semi

Domenica 4 FEBBRAIO 2018, ore 9.30 – 16.30 l’Associazione A.S.C.I Piemonte vi invita ad Una Babele di Semi 2018 – la fiera del libero SCAMBIO delle autoproduzioni di semi, marze, piantine, bulbi, pasta madre e saperi….., presso la Cascina Roccafranca, via Rubino 45 ang. via GaidanoTORINO.

La settima edizione sarà dedicata al mais, cereale importante ampiamente presente nei nostri territori, purtroppo spesso associato a nefaste coltivazioni d’oltreconfine o locali, con l’utilizzo di OGM e di veleni per il diserbo dei terreni in cui viene coltivato.

Il laboratorio del mattino sarà caratterizzato da una panoramica di tecniche di coltivazione del mais, con l’utilizzo anche di popolazioni eterogenee evolutive, che offrirà spunti interessanti sulle prospettive agroecologiche possibili per la produzione di questo cereale. Ad ogni seme il suo terreno! affinchè  i semi del presente e del futuro siano quelli della biodiversità agricola.   babele_2018.jpg

Lo scambio di quanto si porta (chi vuole partecipare deve munirsi di un tavolino di 1 metro) si svolgerà in termini di reciprocità, su piccole quantità, assumendosi così l’impegno per la riproduzione in loco, per favorirne l’adattabilità e la conoscenza delle caratteristiche, anche attraverso le informazioni, compilando la scheda del seme, e delle migliori modalità di coltivazione. «Come abbiamo sempre affermato, la biodiversità agricola non è rappresentata solo dal materiale da ciò che si riproduce ma anche dalla conoscenza ad essa associata. Il materiale scambiato non è soggetto ad alcun tipo di proprietà intellettuale in quanto in pubblico dominio. Non si tratteranno cioè varietà iscritte ai cataloghi commerciali e tanto la loro riproduzione quanto il loro scambio in modiche quantità non può essere considerato atto commerciale ma piuttosto un diritto universale esercitato dalle comunità» spiega Luca Ferrero presidente dell’associazione ASCI.

PROGRAMMA della giornata:

h 9.30 apertura fiera dello scambio semi

LABORATORI dei saperi:
h 10 coltivazione del mais – potenzialità e limiti
– Situazione e prospettive della coltivazione del mais, Prof Reyneri (Univ. Torino)
– La valorizzazione di popolazioni open di mais, Dott.ssa Carlotta Balconi e Dott.ssa Rita Redaelli (CREA di Bergamo)
h 12 cuciniamo con il mais
h 14 dimostrazione pratica – innesti e potature di piante da frutta

h 10.30-14.30 La Piccola Mostra DI MELE COLTIVATE IN PIEMONTE

SPAZIO BIMBI durante tutta la giornata

PRANZO autogestito e condiviso, Al Tavolo dell’Abbondanza, portare vivande ed anche piatto/bicchiere/posate, zero denaro.

babele_2018.jpg

Incendio al VisRabbia

Nella notte tra il 2 e il 3 gennaio è andato a fuoco lo Spazio Sociale Visrabbia. Con rabbia e tristezza abbiamo appreso la notizia.
 È il luogo che da 3 anni ospita e sostiene la Fiera mensile delle Autoproduzioni di Genuino Valsusino. E’ casa, laboratorio di idee, scuola di integrazione, accoglienza, cambiamento e comunità; lo è per noi e per tante altre realtà associative della Valle. 
Vogliamo esprimere la nostra solidarietà al Visrabbia, e per questo condividiamo il Comunicato dello Spazio Sociale che potete leggere qui sotto.
Le idee non bruciano. 
E la forza delle idee sono le persone.
Domani, venerdì 5 gennaio, alle 17,30 saremo con i ragazzi del Vis in Piazza del Popolo ad Avigliana per la merenda di solidarietà!
Saremo in tanti! VENITE e Fate girare la voce!

 

COMUNICATO 03/01/2018 IN MERITO ALL’INCENDIO DELLO SPAZIO SOCIALE VISRABBIA

Nella notte tra il 2 e il 3 gennaio 2018 le fiamme hanno divorato lo spazio sociale VisRabbia di Avigliana.
Trattandosi di un locale comunale sono intervenute le autorità competenti, ponendo il locale sotto sequestro per effettuare le indagini. Al di là degli sviluppi legali della vicenda, vorremmo fare qualche riflessione sull’accaduto, poiché non ci stupirebbe che l’iter si concludesse con l’ennesimo caso di “autocombustione” (come in passato è successo per presidi ed automobili).
Nessuna ipotesi si può al momento escludere, però troviamo difficile credere che l’incendio sia stato causato da un semplice cortocircuito visto che l’impianto elettrico era a norma e dotato di salvavita e soprattutto viste l’entità dei danni provocati e le tracce di scasso. Tutto ciò che si trovava all’interno della stanza è andato distrutto, gli infissi in metallo e i vetri sono stati fusi e le strutture portanti in cemento sono state danneggiate dal calore sviluppato tanto da rendere inagibile la struttura. Il materiale stoccato all’interno del locale (stoviglie, tavoli, sedie, armadi metallici, ..) non giustifica un tale sviluppo di calore. 26219418_645297215640471_284429882408522245_n
Il VisRabbia è uno spazio sociale che ha messo al centro delle sue attività l’aggregazione, la cultura, l’antirazzismo e l’accoglienza, la difesa del territorio e l’antifascismo coinvolgendo un pubblico altamente eterogeneo e differenti realtà del territorio e non solo. Si sono intessute collaborazioni e stretti rapporti umani a partire da Teatro senza confini, passando per i produttori locali di Genuino Valsusino arrivando fino ad associazioni più istituzionali come l’Anpi, senza contare la miriade di gruppi musicali, artisti, scrittori e piccole realtà associative che negli anni hanno arricchito e tenuto vivo il posto.

Purtroppo in valle abbiamo già assistito a precedenti attacchi di questo tipo, rivolti a luoghi di aggregazione, informazione e lotta, come è successo ai presidi no tav (Borgone 2010, Bruzolo 2010, Vaie 2013) . La concomitanza tra questi eventi incendiari e l’avanzamento delle opere legate al tav ci lascia quantomeno perplessi, considerando che con il nuovo anno sono previsti interventi sulla tratta nazionale che coinvolgeranno l’area di Avigliana.

Un altro spunto di riflessione proviene dall’analisi della storia recente del nostro territorio: non è la prima volta che luoghi di socialità e autogestione subiscono attacchi di varia natura da parte di gruppi politici che fanno dell’odio e della violenza i loro unici strumenti. Ricordiamo le bombe carta e le scritte leghiste ai danni dello spazio sociale Takuma, sempre ad Avigliana. Lasciare agibilità politica, più o meno consapevolmente, a certi soggetti alla lunga può creare conseguenze ben più gravi del peso che ha la loro presenza in piazza.

Condivise queste riflessioni, ripartiamo ancora più convinti e vi invitiamo venerdì 5 gennaio alle 17.30 in piazza del popolo per una merenda di solidarietà.
Le idee non bruciano!

Spazio sociale VisRabbia

 

“E’ tempo di Natale” di Massimo Angelini

È TEMPO DI NATALE: certamente non festa di fede, ma celebrazione di abbondanza, tavole imbandite oltre i limiti del metabolismo più generoso, doni preordinati da bambini che si fingeranno sorpresi, auguri automatici e distratti per tutti scambiati senza fatica, spesso senza valore.
Qual è il rapporto che unisce il grande pranzo di Natale, il tacchino, il pandolce, il torrone e poi, inevitabile, lo spreco di cibo con la fede? Fuori dal pretesto, nessuno, semplicemente. Natale è crocevia di eredità antropologiche, ritualità collettive di sapore magico sotto un fondo tinta (molto sottile e pasticciato) di cristianesimo, consumismo indotto e qualche volta compulsivo, reperti nostalgici di un romantico modello familiare ormai esploso, jingles e canzonette stantìe, emozioni guidate: sincere e spontanee come le risate e gli applausi in tv. Niente più di una festa di costume collocata in questa parte dell’anno per surrogare il solstizio pagano, oggi divenuta parte rilevante del prodotto interno lordo e, per il mondo del commercio, scommessa e speranza di drenare quanta più tredicesima la pubblicità, le lucine, gli sconti e altri allettamenti rendano possibile. Dove, poi, non arriveranno le feste natalizie, niente paura: ci proverà la ritualità dei saldi. La vera liturgia di Natale oggi non si celebra in chiesa, ma al centro commerciale: il resto è stucco.
Cosa sono allora la tavola imbandita, quella dalla quale pare di non riemergere mai, le successioni di antipasti, primi, secondi, dolci, il cappone ripieno, l’abbuffata e le 3.500 calorie che ammazzeranno ogni dieta? Sono (anzi, erano) quanto resta del segno che il tempo dei raccolti – prima il grano, poi l’uva, le mele e, infine, le castagne – è terminato e ci attende la notte dell’inverno, e presto la mancanza di cibo e poco più tardi la fame: tradotta in abiti religiosi, la Quaresima. Prima che inizi il grande digiuno, quello che terminerà con la resurrezione del mondo, la Pasqua, la primavera, il ritorno della vita e dei primi raccolti frugali, insieme, in famiglia, nel clan si festeggia ancora una volta la piccola abbondanza che l’anno ha donato. Si festeggia con un pranzo grandioso, l’ultimo, come è grandioso il botto finale che chiude ogni spettacolo pirotecnico: poi sarà il freddo più pungente, verranno i giorni della merla, i mercanti della neve – l’abate Antonio e i martiri Sebastiano e Biagio –, con le scorte residue si farà ancora un po’ di festa nel mondo capovolto del Carnevale e infine sarà Quaresima per tutti e ancora fame. Ecco il senso della tavola imbandita, del pranzo sontuoso, più ricco che si può, in un tempo circolare dove si alternano (si alternavano) abbondanza e penuria, raccolti e carestia, caldo e freddo, luce e buio, vita e morte e rinascita.
Ma oggi questo senso è smarrito; nelle case le stagioni non si distinguono, nel piatto neppure: si mangia in inverno quello che si mangia in estate, con la medesima abbondanza, uguale tutto l’anno e tutti i giorni della settimana, quella che spinge i corpi oltre i margini della forma naturale; mentre i lavori faticosi e il movimento che chiedono (quelli sì) un generoso contributo di calorie sono un vago ricordo da celebrare artificiosamente in palestra o nella corsetta del dopolavoro; e i dolciumi e i paciughi non sono più un’eccezione libertina, una dispensa festosa dalla monotonia del cibo povero di tutti i giorni, ma la regola che stordisce, fa volare la glicemia e contribuisce a condurre una parte di questa umanità già sazia al sovrappeso, a cominciare dai bambini – per diabete e obesità, i nostri secondi solo a quelli nordamericani. Se parliamo della tavola, lasciamolo stare il Natale, nient’altro che un pretesto; lasciamo stare i bambolotti rosei, riccioletti e biondi nelle finte greppie (Gesù era ebreo e nacque in Palestina, non dimentichiamolo); lasciamo stare i presepi di pace con la neve che cade sulle palme e sui cammelli (la neve in Palestina?), scordando che, appena il bambino è nato, Maria e Giuseppe sono dovuti fuggire profughi in Egitto inseguiti dai sicari di Erode (sì: profughi, migranti, richiedenti asilo… oggi molti li chiamerebbero “clandestini”); se parliamo della tavola, tutto questo non c’entra nulla e non c’entra più neanche il senso, il senso profondo e vitale, che fino a non molto tempo fa ancora aveva il grande pranzo di fine anno, quello che annuncia l’inizio dell’inverno, l’ultimo brindisi prima che cominci la notte. È in questo buio di senso che, mimando la felicità in un amplesso di bulimia, ci ritroveremo a tavola a ripeterci meccanicamente “Auguri”, “Buon Natale”.

di Massimo Angelini

IL MANIFESTO DEL CONTADINO IMPAZZITO di Wendell Berry

Se amate il guadagno facile,
l’aumento annuale di stipendio,
le ferie pagate. 
Se desiderate sempre più cose prefabbricate,
se avete paura di conoscere i vostri vicini di casa,
se avete paura di morire….
allora nemmeno il vostro futuro
sarà più un mistero per il potere,
la vostra mente sarà perforata in una scheda
e messa via in un cassettino.
Quando vi vorranno far comprare qualcosa
vi chiameranno,
quando vi vorranno far morire per il profitto
ve lo faranno sapere.

Ma tu, amica, amico, ogni giorno,
fai qualcosa che non possa entrare nei loro calcoli.
Ama la Vita. Ama la Terra.
Ama qualcuno che non se lo merita.
Conta su quello che sei e riduci i tuoi bisogni.
Fai qualche piccolo lavoro gratuitamente.
Non ti fidare del governo, di nessun governo,
e abbraccia gli esseri umani,
nel tuo rapporto con ciascuno di loro
riponi la tua speranza politica.
Approva nella natura quello che non capisci
e loda questa ignoranza,
perché ciò che l’uomo non ha razionalizzato
non ha distrutto.
Fai le domande che non hanno risposta.
Investi nel millennio,
Pianta sequoie.
Sostieni che il tuo raccolto principale
è la foresta che non hai piantato
e che non vivrai per sfruttare.
Afferma che le foglie quando si decompongono
Diventano fertilità:
Chiama questo “profitto”.
Una profezia così si avvera sempre.
Poni la tua fiducia
nei cinque centimetri di humus
che si formeranno sotto gli alberi
ogni mille anni.
Metti l’orecchio vicino e ascolta
I bisbigli delle canzoni a venire.
Sii pieno di gioia,
nonostante tutto,
e sorridi,
il sorriso è incalcolabile.
Finché la donna non si svilisce nella corsa al potere,
ascolta la donna più dell’uomo.
Domandati:
questo potrà dar gioia alla donna
che è contenta di aspettare un bambino?
Quest’altro disturberà il sonno della donna
vicina a partorire?
Vai col tuo amore nei campi.
Stendetevi tranquilli all’ombra.
Posa il capo sul suo grembo…
e vota fedeltà alle cose più vicine al tuo cuore.

Appena vedi che i generali e i politicanti
riescono a prevedere i movimenti del tuo pensiero,
abbandonalo.
Lascialo come un segnale per indicare
la falsa traccia,
la via che non hai preso.
Sii come la volpe che lascia molte più tracce del necessario,
alcune nella direzione sbagliata.
Pratica la meditazione.

Comunicato di A.R.I. su F.I.CO.

Riceviamo e volentieri pubblichiamo e diffondiamo questo comunicato dell’Associazione Rurale Italiana

CONTADINI, UN SUPPORTO PUBLICITARIO?

Il 15 novembre sono state aperte le porte di FICO, un parco dei divertimenti dell’agro alimentare made in Italy. E’ un grande progetto multimilionario animato da EATALY, COOP, società di capitali, istituti finanziari (banche, assicurazioni etc.) e grandi imprese dell’agro-alimentare. E’ un parco di circa 10 ettari alle porte di Bologna che ospiterà oltre un centinaio di aziende, una quarantina di ristoranti, due campi coltivati, serre, capi di bestiame, laboratori di trasformazione e quant’altro necessario per dare vita ad un grande centro commerciale/parco divertimenti/itinerario didattico-divulgativo-promozionale. L’opera, costata oltre 150 mln di euro di investimenti, prende forma in un’area di proprietà pubblica del valore di 55 mln di euro concessa gratuitamente dal comune di Bologna al patron di EATALY Oscar Farinetti e alla società costituita Ad Hoc per la gestione del parco.Oscar_Farinetti_1.jpg

Le critiche mosse nei confronti di questa maxi opera in pieno stile e continuità con l’appena conclusa e fallimentare esperienza di EXPO, sono numerose e provengono da diversi fronti.

Noi, contadine e contadini, dell’Associazione Rurale Italiana, oltre ad esprimere piena solidarietà e partecipazione nei confronti di chi in questi giorni ha contestato l’inaugurazione del mega progetto, consideriamo questo progetto inutile, dispendioso e soprattutto assolutamente incapace di dare voce e rappresentazione dell’agricoltura contadina del nostro paese.

Essere contadini e produrre in modo contadino vuol dire valorizzare e promuovere la piccola produzione dei territori, fatta di tradizione e innovazione, conoscenza delle colture e risorse delle diverse aree del nostro paese, significa produrre in maniera solidale, stabilire un prezzo equo dei prodotti che sia rispettoso della dignità delle persone e del lavoro e capace di proporre prodotti di qualità anche per chi subisce più pesantemente la crisi economica. Produzione contadina significa alta intensità di lavoro e non di capitali e implica cura del territorio, delle sue risorse naturali al fine della tutela del patrimonio ecologico-ambientale e della biodiversità agricola. “Solo un incompetente può dire di racchiudere “tutta la meraviglia della biodiversità italiana in un unico luogo” come si legge nella propaganda di FICO, ricorda Roberto, contadino delle montagne piemontesi che recupera alla coltivazioni grani antichi.

Non esiste nessuna Fabbrica Contadina perché le nostre vite ci appartengono e non sono merce che si fabbrica.

0 fico 12.jpgI grandi attori nell’agro alimentare italiano (EATALY, COOP, Granarolo) fanno propaganda ed i governi e le istituzioni si mobilitano: vengono messi a disposizione finanziamenti, servizi di supporto, affidamento di beni e patrimonio pubblico a titolo gratuito (come se questi colossi avessero scarsi capitali da impiegare in qualsivoglia iniziativa) e applicate leggi speciali che consentono e supportano l’azione di questi operatori.

Da anni migliaia di veri contadini di questo paese, quelli che fanno vivere oltre 700.000 aziende di piccola dimensione, attendono l’approvazione di una legge che riconosca la loro specificità, la loro funzione sociale, i loro diritti e che legittimi, riconosca e valorizzi il lavoro sia di produzione agricola che di cura del territorio, in accordo con quanto previsto dalla Costituzione Italiana.

FICO, per noi di Associazione Rurale Italiana, è solo un’altra trovata propagandistica di chi, governando le istituzioni, si ostina a non voler conoscere e riconoscere il ruolo di veri protagonisti ad una classe, quella contadina, che nonostante i sacrifici e le vessazioni subite non si presta alla strumentalizzazione di quanti coinvolti in queste grandi opere di menzogna.

l_7115_FICO-Eataly-World.jpg

Lanciamo la sfida a i nostri governanti presenti e futuri: se volete veramente tutelare e promuovere l’agricoltura contadina fatevi avanti per l’approvazione della legge sull’agricoltura contadina, frutto di una partecipata campagna nazionale e che giace da diversi anni in commissione agricoltura del Parlamento e riconoscere così i diritti di chi davvero in questo paese – e nel resto del Pianeta – produce la quasi totalità di quello che finisce in tavola. Una sfida che non costa soldi ma richiede solo un gesto di rispetto per la dignità di donne e uomini che sono ancora il motore più efficace di una delle grandi agricolture del mondo.

26/11 La Fiera delle Autoproduzioni si sposta alla Bagna Caoda a S.Didero

L’ultima domenica del mese la consueta Fiera delle Autoproduzioni si sposterà a San Didero in occasione della Grande Bagna Caoda No Tav.

Potrete trovare i vostri produttori con le loro bancarelle in Piazza Europa, all’ingresso del salone polivalente.

Nel pomeriggio, verso le 14.00, a cura di Genuino Valsusino sarà proiettato il video documentario che racconta cosa fa e da chi è composta la rete nazionale di Genuino Clandestino, a cui la nostra realtà valsusina aderisce e partecipa.

film gc“Genuino Clandestino. Movimento di Resistenze Contadine” – Decine di coltivatori, allevatori, pastori e artigiani si uniscono nell’attacco alle logiche economiche e alle regole di mercato cucite sull’agroindustria, per difendere la libera lavorazione dei prodotti, l’agricoltura contadina, l’immenso patrimonio di saperi e sapori della terra. Da questa rete nasce la campagna “Genuino Clandestino”, con donne e uomini da ogni parte d’Italia che si autorganizzano in nuove forme di resistenza contadina. Mentre la burocrazia bandisce dal mercato migliaia di piccoli produttori, il consumatore continua a subire, spesso inconsapevolmente, modelli di produzione del tutto inadeguati a garantire genuinità ed affidabilità dei cibi. Attraverso il lavoro, le situazioni e le voci dei contadini “clandestini”, insu^tv racconta questa campagna, semplice nel suo messaggio, ma determinata nelle sue forme, insieme alle implicazioni in materia di democrazia del cibo, sviluppo economico, salvaguardia dell’ambiente e accesso alla terra.
Un film di Nicola Angrisano e prodotto da: Insu^Tv.

Bagna caoda S.Didero 26-11-2017.jpg

3/11. San Didero: proiezione de “El secreto de la belleza”

El Secreto de la Belleza – Pueblos en defensa de la tierra
Un documentario di Néstor A Jiménez
prodotto da Re:Common
in collaborazione con K’Uxaelan audiovisual

PROGRAMMA DELLA SERATA
Venerdì 3 novembre 2017 – ingresso libero
Polivalente di P.za Europa, Via Abegg 10050 San Didero (TO)

h. 19 Aperitivo a sottoscrizione, a cura di Genuino Valsusino
h. 21 proiezione documentario
a seguire dibattito alla presenza del regista, Re:Common e Giovanni Cattaruzza (Nodo Solidale)
—————————–
DESCRIZIONE DEL DOCUMENTARIO
Riconoscere che il Pianeta è uno ed è sconvolto e distrutto dall’uomo, l’uomo che sfrutta persone e natura, l’uomo che vive nel capitalismo e per il capitalismo. Dall’altro lato le comunità indigene in Chiapas, come in altri posti, si organizzano, resistono e respingono gli interessi delle multinazionali.

Due comunità in lotta, due territori in resistenza, tra valli di un verde unico e paesaggi stupefacenti, dove la terra e l’uomo sono uniti dalla semplicità e dall’armonia.

Sono popoli che respingono chi non vuole un futuro per questo Pianeta, perché conoscono il segreto della sua profonda bellezza.

22687602_1250699591702299_1760704786505742800_n.jpg

29/10. Fiera delle autoproduzioni e polentata

Come consuetudine eccoci a ricordarvi l’appuntamento dell’ultima domenica del mese con la Fiera delle Autoproduzioni presso lo Spazio Sociale VisRabbia di Avigliana.

In questa edizione dell’appuntamento:
– ore 11.00 Inizio esposizione dei prodotti locali e genuini;
– ore 12.30 Polenta con sughi vari e, per i più golosi, vasta scelta di prelibatezze tra i banchi dei produttori;
– ore 15.00 Musiche e balli con la Libera Suoneria (musica da ballo Franco-Occitana)
– ore 16.00 Laboratorio creativo per la costruzione delle Lanterne di San Martino
– ore 17.00 Merenda sinoira e proiezione del docufilm “Cartoline da la ZAD”  Zone A Défendre francese di Notre Dames des Landes

Quindi oltre a poter fare una spesa etica e genuina potete passare una giornata all’insegna della musica, della creatività e dello stare insieme! Vi aspettiamo!

Fiera-autoproduzioni-29-10-2017.jpg